Reinventiamo lo sport amatoriale

La formazione ciclistica diretta da Walter Marcone, guarda oltre le difficoltà dovute dal Covid.
<<Reinventare lo sport amatoriale>>. Ecco la sfida da accettare al tempo del Covid secondo il Team Abruzzo Bike. Una ricetta dettata dal patron della formazione ciclistica amatoriale Walter Marcone, e annunciata ai microfoni di Rete 8, durante la registrazione del programma tv “Strade d’Abruzzo”.
Per la cronaca, a dare i saluti come ospite di maggiore lustro, è intervenuto il Sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto. Il primo cittadino, ha esposto immediatamente la necessità di ripartire al tempo del Covid, tramite la creazione di eventi sportivi. In rappresentanza del mondo associativo invece, vi erano il Presidente provinciale Acsi Teramo, Raffaele Di Giovanni ed il Presidente regionale CSI, Angelo De Marcellis. Entrambi, hanno messo in risalto il potenziale economico del settore ciclo-turistico e che questa materia è in grado di offrire: ossia, di attirare molti appassionati sportivi, e portarli così alla scoperta delle bellezze paesaggistiche appartenenti al territorio abruzzese.
Partiti da p.zza Martiri di Teramo, la carovana si è poi diretta verso lo splendido scenario del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in particolare sul versante del Rifugio delle Aquile a Campli. Per quanto concerne l’argomento principale della giornata, la tematica centrale, ha toccato il discorso della <<continuità ricreativa del settore amatoriale>>, condiviso tra l’altro dal mondo delle istituzioni.
Un ragionamento assai caro anche al Sindaco di Campli, Stefano Agostinelli, il quale ha accolto il Team Abruzzo Bike all’interno delle mura di una cittadina sempre allegra e con tanta voglia di tornare a sorridere. Una gioia capace di coinvolgere persino l’animo del segretario provinciale S.I.A.P (sindacato di polizia) Raffaele Loiacono, che nell’occasione, ha annunciato di programmare in futuro una ciclo-turistica tra Teramo e Campli, giusto per ricordare Ennio Falconi, il collega scomparso appena lo scorso anno.
Intanto <<il Team Abruzzo Bike c’è>>, ha voluto sottolineare Walter Marcone, come a puntellare con le parole esatte, una vicinanza verso gli sportivi. Tuttavia, secondo il patron del team, la prova che ora attende il mondo associativo, <<è ben più grande di quel che si pensa>>. È una sfida rivolta al futuro, <<che nonostante il tempo di crisi attuale, bisogna affrontare con una grande fiducia e dose di coraggio>>. Ad ogni modo, anche se stiamo vivendo <<una fase delicata, sussiste comunque la necessità di reagire in maniera ottimale>>.
Marcone, conclude dicendo che <<un’emergenza come quella cui stiamo affrontando al giorno d’oggi, richiede sì una mobilitazione generale di tutte le energie del Paese, di tutte le competenze e naturalmente delle poche personalità eccezionali a disposizione. E non da parte di chi usa lo sport per i suoi scopi.
Personalmente – aggiunge – sarebbe altresì ideale un interessamento di tutte le forze politiche di buona volontà, tali da poterle inserire all’interno di un programma condiviso, indispensabile a indirizzare lo sport, verso la realizzazione di un futuro migliore>>. Per progettare insomma quell’avvenire edificante, inteso dal Team Abruzzo Bike, con le classiche “quattro esse”: sport, sicurezza, solidarietà e sociale. A ciò non va dimenticata una quinta “S” con salute, al tempo del Coronavirus.
Infine, riguardo le varie speculazioni mediatiche da parte dei c.d. “furbetti”, che al posto di trovare una soluzione condivisa preferiscono il “chiacchiericcio”, mettendo tra l’altro in seria difficoltà chi in questo momento sta cercando di risolvere la crisi, il patron auspica per il bene comune, <<di lavorare tutti insieme e di coinvolgere le migliori personalità, al solo obiettivo di offrire loro una chance reale, necessaria quindi al rilancio concreto dello sport amatoriale>>. 

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