Team Abruzzo Bike: il Covid ci ha resi più forti

La squadra ciclistica amatoriale diretta da Marcone, affronta il post lockdown, nel segno delle cinque “erre”

Ricominciare. Rinascere. Ripartire. Rimettersi in gioco. Riscoprire le bellezze paesaggistiche. Il Team Abruzzo Bike, ancora una volta, non ha esitato a fare sue cinque parole. In questo caso, che iniziano con la lettera “R”, raffiguranti un imperativo necessario a completare la Fase 3, dopo due mesi di chiusura, a causa del Coronavirus. 

Prima della epidemia, a costituire lo statuto della formazione ciclistica amatoriale, vi erano parole chiave composte da quattro “S”: sport, sicurezza, solidarietà e sociale. Ma ora, è arrivato il momento della ripartenza. 
Tuttavia, non va dimenticata una quinta “S” con salute, venuta ad aggiungersi alle quattro “esse” precedenti, al tempo del Covid. Non a caso, il Team Abruzzo Bike insieme al Siap (sindacato di polizia), si sono impegnati nella distribuzione gratuita delle mascherine chirurgiche, consegnate agli agenti iscritti al sindacato e non, della Questura di Teramo.
Ripartire, attualmente rimane il verbo che più si adatta al mondo sportivo. Anche se l’attività fisica, non si è mai fermata sotto il “lockdown”. Vedi ad esempio, lo sport indoor praticato da milioni di tesserati, sia a livello professionistico che amatoriale.  
Insomma, bisogna ricominciare ma da un altro punto di vista, e cioè del cambiamento. Una fase, pronta persino a stravolgere la vita di sempre: una cosa difficile da accettare.  Del resto il Team Abruzzo Bike, per sua natura, ama intraprendere l’idea di un nuovo cammino verso altri orizzonti, “che non fanno degli atleti più forti la propria bandiera”, ma al contrario, come scritto sullo statuto della suddetta società amatoriale, esalta lo spirito di solidarietà, adatta a fornire una crescita equilibrata e collettiva all’intera comunità. 
Pertanto, il messaggio inviato dal Team alle istituzioni, è di proporre un modello nuovo di vita, in grado di abbracciare ben altri settori. Un resoconto, dove per sua fortuna, trova il pieno appoggio da parte del Sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto. Ed è qui, che entra in scena il desiderio di tornare a riscoprire i paesaggi naturali del territorio abruzzese.  
In particolare, grazie alla professionalità del conduttore televisivo Enrico Giancarli, ideatore del programma Tv denominato “Strade d’Abruzzo”, in onda ogni mercoledì alle ore 22.30, su Rete8. Per la cronaca, il meeting avviato durante la mattina di sabato scorso, si è tenuto inizialmente presso l’anfiteatro romano di Teramo. Il percorso prestabilito, ha visto poi il concludersi della passeggiata, in località del Ceppo. Da sottolineare poco prima della partenza, l’intervento del Sindaco Gianguido D’Alberto e dell’Assessore allo sport, Sara Falini. Oltre che del presidente ACSI, Raffaele Di Giovanni e del CSI, Angelo De Marcellis. Ad ampliare il volume già ricco di ospiti importanti, il Signor Maurizio Formichetti, delegato di RCS Sport. Il referente ed oramai consolidato organizzatore delle tappe del Giro d’Italia in Abruzzo, non ha escluso in futuro, un’arrivo della Corsa Rosa nel capoluogo teramano. Idea, tra l’latro, ribadita dallo stesso Walter Marcone e condivisa dal Sindaco D’Alberto e dall’Assessore Falini.    
Dopo una prima sosta avvenuta a Torricella Sicura, precisamente nella piazza centrale, i ciclisti sono stati ricevuti dall’Assessore allo sport, Roberto Perpetuini, che su delega del Sindaco Daniele Palumbi, ha consegnato al Team Abruzzo Bike, un apprezzato riconoscimento. Una volta giunti a destinazione, nel luogo sito all’interno di un meraviglioso panorama naturalistico del Parco dei Monti della Laga, ad accogliere gli appassionati del pedale, c’era il primo cittadino di Rocca Santa Maria, Lino Di Giuseppe. Significativo il racconto del Sindaco, riguardo la battaglia di Bosco Martese: episodio d’alto valore patriottico, della seconda guerra mondiale. 
Al termine dell’allenamento, il Team Abruzzo Bike, ha messo a disposizione della compagnia un favoloso rinfresco. Massima soddisfazione per gli ospiti, adoperati insieme al successo delle riprese video. A presenziare la puntata di “Strade d’Abruzzo” in sella alla bicicletta, sono intervenuti: Matteo Rabottini, vincitore di una tappa al Giro d’Italia del 2012, Busto Arsizio – Pian dei Resinelli. Ivo Pagliari, organizzatore della GF dell’Aquila. Alfonso Trilli e Alessio Giancola, entrambi istruttori nazionali FISI. Enrico Giancarli, conduttore televisivo e ciclista, ed alcuni tesserati del Team Abruzzo Bike e Team Pro Bike Teramo. 
A dare assistenza lungo il tragitto, ci ha pensato l’ammiraglia tecnica della squadra, guidata dal segretario del Siap, Raffaele Loiacono. Quest’ultimo si è poi espresso su una tematica assai cara ai ciclisti: la sicurezza stradale. Il sovraintendente della Questura di Teramo, ai microfoni di Rete8, ha manifestato preoccupazione riguardo l’incuria cui versano le strade della provincia di Teramo. In particolare, l’arteria principale che collega varie località dei Monti della Laga. Tale interessamento, rimarca comunque la sinergia avviata a inizio anno, tra il sindacato di polizia e il Team Abruzzo Bike.  
WALTER MARCONE
“Il linguaggio nel settore sportivo è cambiato rispetto al precedente: ossia prima del Covid. Adesso è fondamentale avere una credibilità semplice e autentica – spiega Marcone che prosegue – perciò non sono più accettate le furbizie. 
Le associazioni sportive, devono per forza legarsi a dei valori essenziali, chiari, decisi e trasparenti. D’altronde sono consapevole che, in un periodo difficile come il nostro, tutti abbiamo subito uno scossone economico.
Dunque, è finito il tempo di farsi grandi, pensando al proprio tornaconto, credendo magari di raggiungere vette mai esplorate. Al contrario, bisogna andare alla riscoperta delle bellezze che ci circondano. E noi rappresentanti delle associazioni, abbiamo oggi un compito importante: tornare a comunicare con semplicità in mezzo alla gente.
Nella fase di post emergenza, la bici, raffigura l’elemento del rilancio. E a tal proposito il Team Abruzzo Bike, vuole farsi portavoce di questo simbolo: il rinascimento della bicicletta. Un mezzo che incarna la ripresa, offrendo un’alternativa ecologica, salutare, pratica ed economica al mondo intero.
In questo 2020 terribile, c’è ancora tanto da imparare: le persone si trovano a dover decidere se dare o meno prove di sensibilità. Il mio invito, vuole essere appunto, uno stimolo che conservi  la natura delle nostre città, un po’ come le abbiamo viste rinascere nei mesi del lockdown. 
Scegliere la bici, vuol dire poter cambiare la mobilità urbana, riducendo la circolazione delle auto e di conseguenza, l’inquinamento atmosferico. Così, semmai, si dà pure un contributo valido alla diminuzione degli incidenti stradali, prestando più attenzione alla guida e alla sicurezza, allentandone almeno in parte, l’abuso della velocità. Ma è soprattutto un regalo alla nostra salute, dato che, a detta dell’OMS, la bicicletta permette di mantenere il distanziamento sociale e allenare il sistema immunitario”.   
In conclusione, il Team Abruzzo Bike, annuncia un progetto ambizioso: entrare nell’atletica. Il motivo lo spiega il patron Marcone: “crescere insieme nel nome delle quattro “esse” quali sport, sicurezza, solidarietà e sociale, aumenta la possibilità di trasmettere ai cittadini, quella voglia irrefrenabile di salute, indispensabile per tornare più forti di prima e ricominciare da capo”.   
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